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Scribonia Attice la levatrice romana

L'articolo esplora la figura di Scribonia Attice, levatrice romana ricordata nella Necropoli di Porto. La sua storia evidenzia il ruolo fondamentale delle levatrici nell’antichità e il parallelo con le moderne doule. Viene celebrata la collaborazione tra ostetriche e doule per garantire un’esperienza di nascita completa e rispettosa, combinando competenza tecnica e sostegno emotivo.

Scribonia Attice la levatrice romana

Levatrici e Doule: Una Storia di Cura e Collaborazione

Immagina un antico bassorilievo che rappresenta una levatrice e una doula unite nel sostegno a una madre durante il parto. Questa scena scolpita nella pietra racconta una verità universale: il momento della nascita è un evento che richiede competenza tecnica, ma anche una profonda umanità e presenza emotiva.

Una delle figure più emblematiche di questa tradizione è Scribonia Attice, una levatrice romana ricordata per la sua dedizione. La sua epigrafe, ritrovata nella Necropoli di Porto (Ostia RM), celebra una donna il cui lavoro andava ben oltre l’assistenza medica. Scribonia era una figura di riferimento, un ponte tra scienza e supporto emotivo, proprio come le moderne ostetriche e doule.

Queste due figure – l’ostetrica e la doula – non sono in competizione, ma collaborano per garantire alla madre un’esperienza di nascita completa e armoniosa.

  • L’ostetrica offre competenze cliniche e sanitarie fondamentali.
  • La doula fornisce un sostegno emotivo e pratico al domicilio con una presenza costante.

Questa collaborazione, che affonda le radici in pratiche millenarie, valorizza ogni dimensione della maternità: fisica, emotiva e spirituale.

Riscoprire storie come quella di Scribonia Attice ci ricorda che il supporto alla nascita è un’arte antica e preziosa, dove tecnica e cura si intrecciano per accompagnare una nuova vita nel mondo.

Fonti:

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